Titolo IV

DISCIPLINA DELLE FUNZIONI PROVINCIALI E DEI SERVIZI

Art. 37

Norme sull'esercizio delle funzioni

1) Le norme che disciplinano l'esercizio delle funzioni provinciali si applicano indistintamente alle funzioni proprie, con le quali l’ente cura gli interessi e promuove lo sviluppo della comunità provinciale ed a quelle attribuite e delegate alla Provincia ai sensi delle leggi dello Stato e della Regione.

Art. 38

Modalità di gestione

1) L’assunzione di servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni e attività rivolti a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità, è realizzata, sempre che le relative attività non possano essere svolte in regime di concorrenza da enti privati, attraverso le modalità previste dalla legge ed è finalizzata ad assicurare la regolarità, la continuità, l’economicità e la qualità delle prestazioni in condizioni di uguaglianza.

2) La scelta delle forme di gestione è effettuata, con provvedimento motivato, dal Consiglio provinciale, sulla base di valutazioni d’opportunità, di convenienza economica e d’efficienza di gestione, avuto riguardo alla natura dei servizi da erogare ed ai concreti interessi pubblici da perseguire. A tal fine, l’atto è corredato da una relazione del Collegio dei Revisori che valuta gli aspetti finanziari ed economici della proposta.

3) I rapporti tra Provincia e gestore sono regolati da contratti di servizio e, salvo il caso eccezionale dell’esercizio in economia del servizio pubblico, la Provincia svolge attività d’indirizzo, di programmazione, di vigilanza e di controllo.

4) Il Consiglio provinciale dispone altresì che siano garantite periodiche verifiche e controlli di qualità in ordine ai servizi erogati nonché forme di partecipazione e di controllo da parte degli utenti.

5) Al fine di mantenere la sorveglianza ed il potere d’indirizzo costante nei confronti di enti consorziali o societari dipendenti, vigilati o partecipati, possono essere nominati quali rappresentanti della Provincia in seno agli enti stessi anche membri del Consiglio provinciale o della Giunta. In tal caso non costituisce causa di incompatibilità l’incarico assunto dal Consigliere o dall’Assessore negli organismi di amministrazione degli enti controllati o partecipati dalla Provincia, non comportante poteri di rappresentanza o di coordinamento.

6) Il Consiglio provinciale, per l’esercizio di servizi sociali, compresi i servizi culturali e educativi, può costituire Istituzioni. Con la stessa deliberazione il Consiglio provinciale approva il regolamento dell’organizzazione e delle attività che, fra l’altro, disciplina il numero dei componenti del Consiglio di ammi­nistrazione, le competenze degli organi, le caratteristiche del servizio, il conferimento di beni immobili e mobili e del personale, l’esercizio della vigilanza da parte della Provincia.

7) Il Consiglio di amministrazione e il Presidente delle aziende speciali e delle istituzioni sono nominati e revocati dal Presidente della Provincia, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio. Restano in carica per il mandato elettivo del Presidente della Provincia ed esercitano le funzioni fino all’insediamento dei successori.

8) Il Consiglio provinciale può deliberare che la gestione di un servizio pubblico avvenga a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata e consorzi, appositamente costituiti, quando la natura del servizio faccia ritenere opportuna la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati. Al di fuori di tale caso, il Consiglio può disporre la partecipazione dell’Ente a società di capitali, consorzi di imprenditori, società consortili o imprese cooperative, la cui finalità assuma rilevanza rispetto alle funzioni ed ai compiti della Provincia. Il Consiglio può, altresì, disporre la partecipazione dell’Ente ad associazioni, fondazioni e comitati che perseguono finalità od interesse provinciale.

9) Il Presidente della Provincia o coloro che rappresentano la Provincia in enti consorziali o societari riferiscono annualmente al Consiglio provinciale.

Art. 39

Collaborazione con le Comunità Montane

1) La Provincia collabora con le Comunità Montane con particolare riguardo agli interventi promozionali delle attività produttive alla realizzazione di opere infrastrutturali, alla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale.

Art. 40

Collaborazione fra Provincia e Comuni

1) La Provincia di Pordenone promuove, favorisce e sostiene iniziative e programmi di cooperazione, unione e fusione tra i comuni al fine di realizzare un'integrazione tra gli stessi, tenendo anche conto della legislazione regionale particolare.

2) Per la realizzazione dei compiti di cui al precedente comma, gli statuti delle aziende speciali possono prevedere forme particolari di coordinamento con le attività dei comuni.

Art. 41

Collaborazione con i Comuni per aree funzionali

1) Ferme restando le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano aree intercomunali o l'intero territorio provinciale, relativamente ai settori economico, produttivo, commerciale, ambientale, turistico, socio-culturale e sportivo, la Provincia attiva rapporti di collaborazione con i comuni sulla base di programmi da essa proposti per l'elaborazione ed esecuzione di programmi in comune o per la realizzazione di opere di rilevante interesse provinciale.

2) Ai fini di cui al comma precedente può provvedersi anche in forme consortili.

3) La Provincia organizza servizi di elaborazione dati e di assistenza tecnico­amministrativa nei confronti dei comuni, particolarmente di quelli minori.

Art. 42

Forme di cooperazione

1) Il Presidente della Provincia, previa deliberazione del Consiglio provinciale, sottoscrive gli atti necessari alla realizzazione di forme di cooperazione rappresentate da consorzi, accordi di programma e convenzioni.

2) Per la definizione e la realizzazione di opere, interventi o programmi che richiedono per la loro attuazione l'azione integrata e coordinata della Provincia e di altri enti o soggetti pubblici, la Provincia promuove i dovuti accordi.

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