IL MUSEO PROVINCIALE
DELLA VITA CONTADINA
"DIOGENE PENZI"
Le sezioni del museo - Planimetria del museo
Lo
scorrere del tempo ed i ritmi incalzanti dell'epoca contemporanea fanno
spesso dimenticare la storia di un territorio e le tradizioni dei
popoli che lo abitano. Il Museo Provinciale della Vita Contadina
"Diogene Penzi" vuole ristabilire gli antichi legami con il
proprio passato e testimoniare gli aspetti materiali di una civiltà
che, attraverso la fatica del lavoro dell'uomo, ha tramandato per
secoli i riti della società contadina. Il rapporto con la natura, la
fedeltà alla terra, il lavoro cadenzato dal succedersi delle stagioni
sono solo alcuni dei valori che costituiscono l'immenso patrimonio
sociale e culturale lasciato in eredità alle nuove generazioni. Il
nucleo originario delle raccolte del Museo è il risultato delle
ricerche, iniziate nell'immediato dopoguerra, dal prof. Diogene Penzi,
il cui costante impegno nel recuperare e salvaguardare le vestigia del
passato ha consentito di riunire, in un'organica collezione, gli
oggetti che rappresentano la viva testimonianza della civiltà contadina
locale.
I materiali museali, tutti
appartenenti all'area del Friuli Occidentale attualmente identificabile
con il territorio della Provincia di Pordenone,
sono
stati organizzati rispettando il principio
di
provenienza
e ricostruendo fedelmente la storia di interi settori lavorativi. Nella
ricerca si è infatti tenuto conto delle
caratteristiche
geografiche dell'area pedemontana, di quella delle valli, di quella di
pianura e dei diversificati sistemi di produzione affermatisi, nel
corso del tempo, in ciascuna di esse. La tipologia dei beni acquisiti
ha consentito
di
distribuire
le raccolte su più sedi e di pensare alla costituzione di un museo diffuso sul territorio,
capace di mettere in comunicazione le testimonianze delle varie
comunità locali per realizzare un progetto integrato di fruizione
culturale. Il viaggio nel passato della tradizione contadina si snoda
lungo alcune tappe, di seguito sommariamente descritte, che
costituiscono un momento di riflessione e di riscoperta del cammino
della
nostra
civiltà.
San Vito al Tagliamento
Palazzo Altan sede principale del Museo
Il
Museo si inserisce nel tessuto culturale della città di San Vito al Tagliamento. II
palazzo, sede del museo, originariamente casa Bonisoli, venne acquisito
all'inizio del '600 dalla famiglia Altan, prima residente nel palazzo
Altan Rota, trasformato in epoche successive nell'edificio dominicale
come oggi appare. Esso presenta le caratteristiche tipiche di una
dimora signorile, che al tempo stesso funge da centro di gestione della
proprietà agricola della famiglia. L'edificio
in origine comprendeva i locali dell'ufficio, situati nel corpo
centrale, una stalla col fienile ed un cortile rustico retrostante.
L'ala sinistra era invece costituita dalle cantine, dai granai e da un
altro cortile rustico. Un orto ed una vigna occupavano fino agli anni
'20 di questo secolo lo spazio ora trasformato in giardino. Il ruolo
secolare dei nobili Altan nella gestione del territorio è testimoniato
da un "rotolo" delle proprietà fondiarie di Matteo Altan del 1470,
conservato nell'archivio di famiglia, dal quale risulta, fra gli altri,
il nome di una famiglia di coltivatori, i Centis, che lavorarono il
fondo "Pradis" ininterrottamente fino ai primi anni del secondo
dopoguerra.
Maniago

Volendo
valorizzare l'appartenenza di alcune attività ad uno specifico
territorio, sono state aperte a Maniago
presso il Coricama, in stretta collaborazione con l'Amministrazione
Comunale, le sezioni del Museo Provinciale della Vita Contadina
"Diogene Penzi" dedicate alla lavorazione del legno e del ferro.
Per quest'ultimo materiale, il legame tra
passato e presente della città si sviluppa appieno anche attraverso
l'esposizione dei manufatti raccolti nel Museo dell'arte fabbrile e
delle coltellerie. Esistono inoltre dei siti museali per i quali è
previsto un recupero architettonico e funzionale. Il percorso culturale
si snoda tra i seguenti opifici:
- la segheria ad acqua di Bagnarola.
Cavasso Nuovo
Le sezioni del museo - Planimetria del museo
Il museo rappresenta un
elemento di qualificazione culturale del Comune di Cavasso Nuovo e
dell'intera area pedemontana.
Per quanto riguarda lo sviluppo del progetto di creazione di un museo diffuso sul territorio, va ricordato che una componente fondamentale nell'universo della civiltà contadina è rappresentata dalla secolare emigrazione delle nostre genti. E' stata pertanto allestita un'apposita sezione, a Cavasso Nuovo presso il palazzo Polcenigo-Fanna, che illustra gli aspetti materiali e le forme socio-culturali dell'emigrazione dal Friuli Occidentale verso ogni parte del mondo.
ALTRI MUSEI ETNOGRAFICI PRESENTI NEL TERRITORIO
Il percorso culturale si integra con la presenza di altre due importanti raccolte etnografiche esistenti in Provincia di Pordenone: la Casa Clautana ed il Museo Civico della Civiltà Contadina di Andreis.
Il Museo Casa Clautana
Le sezioni del museo - Planimetria del museo
Il museo raccoglie le testimonianze della storia della comunità locale e si inserisce nel piano di valorizzazione turistica ed ambientale del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane e del Comune di Claut. In particolare descrive la vita della donna valcellinese, dedita ai lavori di casa, dei campi, della stalla ed in cammino come venditrice ambulante di utensili di legno che l'uomo costruiva durante l'inverno. Obiettivo del Museo è anche il recupero di antiche strutture create per l'utilizzo dell'acqua, della pietra, del legno ed il riatto di una "ciasa da fum", antica dimora privata, acquisita per essere dedicata a finalità museali.
Il Museo Civico della Civiltà Contadina
di Andreis
Il
Museo fa parte del progetto culturale voluto dal Comune
di Andreis per valorizzare il proprio patrimonio culturale.
Testimonia attraverso le sue raccolte la lavorazione delle scarpetes,
dell'osso, del cucchiaio, dello zoccolo, della lana, del latte.
Ripropone inoltre gli attrezzi del fabbro e del boscaiolo; conserva le
antiche maschere del carnevale ed i giochi dei bambini; ricostruisce
l'antica cucina andreana ed i tetti di paglia e di coppo delle
abitazioni di un tempo. E' in definitiva l'espressione dello stile di
vita millenario di queste popolazioni che hanno fatto del lavoro e del
rapporto, spesso difficile, con la terra i simboli della loro civiltà.
INFORMAZIONI UTILI
Museo Provinciale della Vita Contadina "Diogene
Penzi"
S.
Vito al Tagliamento: presso palazzo Altan, via Altan 47.
Orario apertura museo: dal lunedì al sabato dalle
ore 9.00 alle ore 13.00. Per eventuali visite su prenotazione si prega
di contattare il seguente numero di tel. 0434 833275. Sezione di Maniago: presso Coricama, via Vittorio Emanuele 1, Tel. 0427 707223. Sezione di Cavasso
Nuovo: presso palazzo Polcenigo-Fanna. Orario apertura museo:
martedì, giovedì, sabato e la prima domenica di ogni mese dalle ore
10.00 alle ore 12.00. Per eventuali visite su prenotazione si prega di
contattare il Comune di Cavasso Nuovo - Tel 0427 77014. Ulteriori
informazioni presso l'Ufficio Cultura della Provincia di Pordenone tel.
0434 231340 - 231359 - Fax 0434 231410.
Associazione Museo Casa Clautana
presso
centro sociale parrocchiale, piazza S. Giorgio - Claut. Orario: nei
mesi di luglio ed agosto tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 20.00;
negli altri mesi visite su prenotazione tel. 0427-878078-878195.
Museo Civico della Civiltà Contadina di Andreis
Piazza
centrale - Andreis. Orario: per i mesi di luglio ed agosto sabato dalle
ore 15.00 alle ore 19.00;
domenica
dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Per
eventuali visite su prenotazione si prega di contattare il Comune di
Andreis tel. 0427-76007.